Consigli per gli acquisti!
Gli spot televisivi, uno dei tanti motivi per cui la maggior parte dei telespettatori di tutto il mondo è dedita allo zapping! Perchè è vero, ammettiamolo, tutti noi nel momento in cui il “Maurizio Costanzo del momento” annuncia i “Consigli per gli acquisti”, istintivamente siamo indotti a cercare in un’ altro canale un programma, un telefilm o anche solo un Tg che ci permetta di non vedere i soliti spot proposti centinaia di volte dal’ emittenti televisive italiane.
Una volta le cose erano diverse. Pensiamo al nostro paese nel 1954 , anno in cui la televisione era una neonata il cui unico presentatore era proprio il matusalemme Mike Bongiorno con i suoi quiz innovativi per l’ epoca (abbiamo tutti sentito parlare di Lascia o Raddoppia!). Ebbene, vi siete mai chiesti se già all’ epoca la pubblicità tempestasse i telespettatori come avviene odiernamente? La risposta è no! In effetti all’ interno delle poche trasmissioni televisive di quel periodo era categoricamente vietata la messa in evidenza di qualsiasi tipo di marchio non solo all’ interno dello studio in cui il programma aveva luogo, ma anche addosso ai concorrenti, che venivano costantemente monitorati per evitare di mostrare al pubblico qualsiasi griffe sui loro vestiti. La pubblicità diretta iniziò sulla televisione italiana il 3 febbraio del 1957. L’atto di Concessione da parte del Ministero delle Poste e la RAI prevedeva che gli spazi pubblicitari non potessero superare il tetto del 5% dell’intero tempo di palinsesto, limite rigidissimo dovuto alla paura che un eccesso di pubblicità televisiva avrebbe potuto sottrarre risorse agli altri media (giornali, cinema, manifesti,…). Questa “limitazione” diede vita al “Carosello” tanto caro ai nostri nonni e genitori.
Il Carosello era un siparietto pubblicitario che conteneva quattro o cinque messaggi pubblicitari a loro volta costituiti da una “microstoria” in cui non veniva mai pronunciato il nome dello sponsor, se non nella parte finale della storia stessa (come era acconsentito dalla legge). Insomma erano dei veri e propri corti che attiravano una folta schiera di pubblico, soprattutto bimbi che, dopo aver visto Calimero che pubblicizzava il detersivo Ava al grido di “Ava come lava!” (giusto per fare un’ esempio), andavano a nanna!
Macchiette epiche nei cartoons.
Dopo l’ avvento dei Simpson, il modo di concepire i cartoni animati è cambiato radicalmente. I cartoons non vennero più considerati un prodotto concepito esclusivamente per i bambini pacioccosi con le manine sporche di nutella, al contrario vennero create delle serie animate per un pubblico più ampio e sicuramente anche più adulto. Ai Simpson seguirono SOUTH PARK, I GRIFFIN, KING OF THE HILL (il più brutto e scadente per quanto mi riguarda), FUTURAMA ed il recente AMERICAN DAD. Ognuno di questi deve molto alla famiglia gialla più famosa del mondo. Sono infatti parecchie le caratteristiche che accomunano le varie serie a quella di M. Groening: la famiglia tipo americana, il capofamiglia obeso e un po’ fessacchiotto, i figli frustrati, cittadine grottesche, ecc; ma ognuna di queste serie è riuscita a occupare, comunque, un proprio spazio nel mondo dell’ intrattenimento televisivo.
Quello che scriverò oggi, non è una recensione delle serie sopracitate. Al contrario, sarà un’ indagine mirata a scoprire quali siano quei personaggi di secondo piano, quelle “macchiette “che appaiono anche per pochi secondi nel corso dei vari episodi, ma che nel loro piccolo diventano epici, grandiosi ed esilaranti!
Rivelazioni e delusioni.
Una volta, il periodo estivo sanciva l’ interruzione della distribuzione dei film sul nostro territorio nazionale, una sorta di vacanza forzata che impediva ai cinema di rimanere aperti almeno fino a ferragosto. Inutile dire che queste cose accadevano solo nel nostro paese, visto che negli USA ed in altre parti d’ Europa, l’ estate segna l’ arrivo dei titoli di punta i cosiddetti blockbuster. L’ estate insomma, all’ estero, è giustamente considerata alla stregua del Natale, un periodo in cui le persone che sono in vacanza vanno “anche” al cinema e non solo in spiaggia o a divertirsi in discoteca. Fortunatamente le cose sono cambiate in meglio negli ultimi due anni. Anche da noi l’ estate è diventato il periodo in cui fare uscire dei film nuovi, non necessariamente blockbuster ma tant’è….
Ebbene, questa estate sono stati distribuiti tra gli altri anche due titoli quali: Transformers di M. Bay e Hot Fuzz di E. Wright.
La promozione che hanno avuto prima dell’ uscita è stata certamente diversa; se in effetti per i Transformers ci hanno bombardato dalla pubblicità e dai gadget, non si può certo dire la stessa cosa riguardo Hot Fuzz. L’ unica cosa che hanno in comune è il successo ottenuto ai botteghini. Li ho visti entrambi e vi dirò la verità, uno mi ha deluso, l’ altro mi ha esaltato!
La vera delusione è stato il film sui Transformers, titolo diretto da uno dei miei registi preferiti, Bay per l’ appunto, che non è riuscito questa volta a dar vita ad una pellicola scoppiettante e ad un’ elevato numero d’ ottani come ci aveva abituato in passato (pensate ad Armageddon, The Rock, Bad Boys). Certo, dire che il suo ultimo lavoro sia veramente brutto e povero di idee, sarebbe ipocrita da parte mia! Bellissimi sono gli effetti speciali, grandiosa la fotografia e divertenti alcune battute (non si può non ridere sentendo l’ autobot Ratchet dire “Il livello di ferormone presente nell’aria indica che il ragazzo desidera accoppiarsi con la femmina” davanti al protagonista che si trova vicino alla ragazza dei suoi sogni) condite da sketch ben riusciti, quindi cos’ è che andato storto nel film?
Mi duole dirlo, ma il neo è proprio la regia di Bay negli ultimi 40 minuti di film! La pellicola può essere tranquillamente divisa in due parti: la prima, quella in cui vengono presentati i personaggi e gli eventi, quella in cui le battute e gli sketch divertono tenendo incollato gli spettatori sulla poltrona; la seconda, quella in cui la battaglia per la salvaguardia dell’ umanità ha inizio, la parte in cui Bay doveva dare il meglio di se, si trasforma in realtà nella parte più confusionaria, mal girata e nauseante di tutti i 144 minuti del film! Il montaggio della seconda parte è veloce, forsennato…troppo forsennato! Le inquadrature non permettono di capire realmente quello che sta accadendo e spesso si trova difficoltà nel capire chi sia chi tra i robottoni che si picchiano come dei fabbri tra le strade cittadine!
Insomma, il film funziona sino ad un certo punto, diverte, delizia gli occhi, ma alla fine delude per il pastrocchio visivo che viene mostrato. Da vedere senza impegno.
La vera perla è stata invece Hot Fuzz. Un gioiellino confezionato alla perfezione. La pellicola di Wright è il miracolo che non ti spetti!
Il protagonista, Nicholas Angel, è un superpoliziotto londinese con un tasso di arresti pari a 400 volte quello dei colleghi. Preciso, ordinato, efficiente, vive solo per il suo lavoro. La sua efficienza però sta oscurando i suoi colleghi che decidono di spedirlo a Sandford, villaggio che non esiste nella realtà (meno male visto quello che accade
), nella campagna inglese. Angel si troverà inizialmente in un’ ambiente che non gli appartiene. La campagna appare ai suoi occhi troppo tranquilla rispetto alla Londra a cui era abituato. Fortunatamente arriva un killer incappucciato, che fa fuori un po’ di notabili salvando dalla noia il poliziotto forestiero (che intanto ha fatto strana coppia con un collega locale, tutto occhi sgranati e domande cretine come questa “E’ vero che se miri a un punto preciso della testa, il cervello schizza di più?”
).
Il film possiede moltissimi punti a suo favore: una bella regia, un montaggio straordinario, attori in parte e dialoghi scoppiettanti e brillanti. Wright si è divertito a girare una pellicola che può essere tranquillamente considerata una commedia mascherata da poliziesco. Sono presenti nel film tutti gli stereotipi del genere “action” (la coppia mal ammalgamata alla ARMA LETALE, inseguimenti forsennati, sparatorie assurde ed esplosioni) , ma qui vengono usati per delineare non solo i caratteri dei protagonisti, ma anche per creare una divertentissima parodia di film celebri quali POINT BREAK o BAD BOYS 2. Tengo a precisare che Hot Fuzz non è un film demenziale che ha come base la trama modificata di altri film “seri”. Hot Fuzz ha una sua trama, magnificamente narrata grazie anche ad un montaggio incredibile. La pellicola ricorda molto i film dei Monty Pyton, riesce a mescolare più generi, triplicando il finale in un’ escalation di comicità che, tenetelo a mente, non è mai banale! Film riuscitissimo, da vedere assolutamente e possibilmente in compagnia di amici per divertirsi ancora di più.
Coloro che sono appassionati del genere “action” inoltre potranno piacevolmente individuare tantissimi omaggi ad altri film. Vi assicuro che vi innamorerete di tutti i personaggi ed alla fine, Nicholas Angel diventerà il vostro nuovo idolo!!!!
CONSIGLIO: se Hot Fuzz vi è piaciuto, recuperate assolutamente L’ ALBA DEI MORTI DEMENTI:
Altro film di Wright con lo stesso gruppo d’ attori (ormai è una squadra macina successi per quanto mi riguarda!), in cui vengono presi in giro tutti gli stereotipi dei film horror di stampo “Zombiesco”. Divertente benchè possegga una comicità più “british” rispetto ad Hot Fuzz!
Voto finale: 6+(Transformer); 8 e 1/2 (Hot Fuzz)


